Selfie for us means expressing oneself through an image shared on social media.
So not just a photo you take yourself, perhaps in the mirror, but an image of yourself, a photographic portrait of you created together with friends and family. A moment of joy, happiness, introspection and socially shared personal expression.
INSPIRING, FANTASTIC, BEAUTIFUL.
Our Selfie Museum is not just an exhibition space but above all a creative laboratory, a treasure trove of multiple forms of art and beauty to be discovered. For us, art is an overdose of enthusiasm for human creativity and the surprising beauty of nature.
EXPRESS YOURSELF, EXPRESS YOURSELF.
The Selfie museum is a space created by artists to create a relationship with the visitor.
We asked the artists who collaborated on the project to invent unprecedented connections between artistic activity and the set of human activities, building a narrative space that captures the purposes and structures of everyday life in a scenario form that becomes a place / non- a place where cultures, languages, themes, creative connections meet.
This artist-visitor relationship is manifested precisely through the photographs that visitors create and disseminate on social media. These are not images to be published, but emotions to be shared.
Selfie for us means expressing oneself through an image shared on social media.
So not just a photo you take yourself, perhaps in the mirror, but an image of yourself, a photographic portrait of you created together with friends and family. A moment of joy, happiness, introspection and socially shared personal expression.
INSPIRING, FANTASTIC, BEAUTIFUL.
Our Selfie Museum is not just an exhibition space but above all a creative laboratory, a treasure trove of multiple forms of art and beauty to be discovered. For us, art is an overdose of enthusiasm for human creativity and the surprising beauty of nature.
EXPRESS YOURSELF, EXPRESS YOURSELF.
The Selfie museum is a space created by artists to create a relationship with the visitor.
We asked the artists who collaborated on the project to invent unprecedented connections between artistic activity and the set of human activities, building a narrative space that captures the purposes and structures of everyday life in a scenario form that becomes a place / non- a place where cultures, languages, themes, creative connections meet.
This artist-visitor relationship is manifested precisely through the photographs that visitors create and disseminate on social media. These are not images to be published, but emotions to be shared.
La felicità è reale solo quando è condivisa. (Lev Tolstoy)
BE YOURSELF, BE YOURSELFIE.
Selfie per noi significa esprimere se stessi attraverso un’immagine condivisa sui social media.
Quindi non semplicemente una foto che ti scatti da solo, magari allo specchio, ma un’immagine di te, un tuo ritratto fotografico creato assieme agli amici e ai tuoi familiari. Un momento di gioia, felicità, introspezione ed espressione personale condiviso socialmente.
INSPIRING, IMAGINATIVE, BEAUTIFUL.
Il nostro Selfie Museum non è solo uno spazio espositivo ma soprattutto un laboratorio creativo, scrigno di molteplici forme d’arte e bellezza tutte da scoprire. Per noi l’arte è un’overdose di entusiasmo nei confronti della creatività umana e della sorprendente bellezza della natura.
EXPRESS YOURSELF, EXPRESS YOURSELFIE.
Il Selfie museum e’ uno spazio realizzato da artisti per creare una relazione con il visitatore.
Abbiamo chiesto agli artisti che hanno collaborato al progetto di inventare collegamenti inediti fra l’attività artistica e l’insieme delle attività dell’uomo, costruendo uno spazio narrativo che cattura finalità e strutture del quotidiano in una forma scenario che diventa un luogo/non-luogo dove si incontrano culture, linguaggi, tematiche, connessioni creative.
Questa relazione artista-visitatore si manifesta proprio attraverso gli scatti fotografici che i visitatori creano e diffondono sui social media.
Non si tratta di immagini da pubblicare, ma di emozioni da condividere!
LA FILOSOFIA DEL SELFIE MUSEUM, PUNTO DI INCONTRO FRA ARTE IMMERSIVA, ESTETICA RELAZIONALE E ARTE DELLA POST-PRODUZIONE MULTIMEDIALE E MULTIMODALE.
SELFIEMUSEUM.ART
La felicità è reale solo quando è condivisa. (Lev Tolstoy)
BE YOURSELF, BE YOURSELFIE.
Selfie per noi significa esprimere se stessi attraverso un’immagine condivisa sui social media.
Quindi non semplicemente una foto che ti scatti da solo, magari allo specchio, ma un’immagine di te, un tuo ritratto fotografico creato assieme agli amici e ai tuoi familiari. Un momento di gioia, felicità, introspezione ed espressione personale condiviso socialmente.
INSPIRING, IMAGINATIVE, BEAUTIFUL.
Il nostro Selfie Museum non è solo uno spazio espositivo ma soprattutto un laboratorio creativo, scrigno di molteplici forme d’arte e bellezza tutte da scoprire. Per noi l’arte è un’overdose di entusiasmo nei confronti della creatività umana e della sorprendente bellezza della natura.
EXPRESS YOURSELF, EXPRESS YOURSELFIE.
Il Selfie museum e’ uno spazio realizzato da artisti per creare una relazione con il visitatore.
Abbiamo chiesto agli artisti che hanno collaborato al progetto di inventare collegamenti inediti fra l’attività artistica e l’insieme delle attività dell’uomo, costruendo uno spazio narrativo che cattura finalità e strutture del quotidiano in una forma scenario che diventa un luogo/non-luogo dove si incontrano culture, linguaggi, tematiche, connessioni creative.
Questa relazione artista-visitatore si manifesta proprio attraverso gli scatti fotografici che i visitatori creano e diffondono sui social media. Non si tratta di immagini da pubblicare, ma di emozioni da condividere.
D: A parte la tecnologia, cosa è che più le interessa del suo lavoro?
R: Raccontare il senso profondo della vita. Tutti noi artisti abbiamo un grande privilegio. Siamo pagati per guardarci intorno, conoscere l’evoluzione dell’uomo, riconoscere la spinta creativa che porta a creare arti visive, musica, architettura, danza, poesia. Scoprire storie e racconti, mettere in scena le grandi passioni che muovono lo spirito umano. Che cosa c’è di più interessante nella vita?
(Stefano Fake, dialoghi sull’essenza, intervista per A-magazine 2021)
ESPERIENZE DI ARTE IMMERSIVA MULTIMEDIALE E LO SPETTATORE ATTIVO
ESPERIENZE DI ARTE IMMERSIVA MULTIMEDIALE E LO SPETTATORE ATTIVO
Si chiama IMMERSIVE ART EXPERIENCE e non mostra, perchè è molto differente dalla tradizionale visita nei musei.
E’ una innovativa forma d’arte che utilizza tecnologie digitali, videoproiezioni e una colonna sonora suggestiva per mettere in scena le grandi opere dei Maestri e le nuove forme digitali di arte contemporanea in uno spazio espositivo che immerge letteralmente il pubblico dentro l’arte.
La cosa straordinaria degli artisti digitali che creano queste esperienze immersive è la loro capacità di rileggere l’arte del passato per farla diventare totalmente contemporanea. Usano lo spazio, gli effetti di luce, le immagini, le musiche, la voce fuori campo e gli effetti sonori per trasportare il pubblico in un viaggio affascinante dentro la storia dell’arte.
Un modo nuovo per conoscere le opere d’arte che hanno cambiato il mondo, sentendo sul proprio corpo tutta l’energia creativa di chi le ha realizzate.
Non ci sono le opere originali su tela e nessuna spiegazione nozionistica, ma vi troverete a fare un incontro molto personale con l’arte, senza filtri, con tutta la libertà che merita questo momento che vi ritagliate durante la giornata.
Prendetevi un’ora alla settimana per incontrare l’arte in questo modo. Scoprirete e sentirete l’Arte come mai prima d’ora. Si chiamano Experience perchè devono essere vissute. Fino in fondo.
“Esperienza”, “spettacolo”, “immersione”, “emozione” sono le parole chiave che vengono utilizzate per definire una esperienza d’arte multimediale immersiva (immersive art experience).
Lo spettatore del terzo millennio è attirato da questa nuova forma di comunicazione creativa dell’arte, attraverso una vera e propria IMMERSIONE MULTISENSORIALE, che aggiunge al senso della vista, una serie di stimoli sonori e tattili per immergere fisicamente lo spettatore dentro allo spettacolo.
L’esperienza (intesa come percezione e conoscenza diretta di oggetti a noi esterni, acquisita tramite i sensi) presuppone una ricettività attiva da parte dello spettatore, che deve trovare un proprio percorso interpretativo e un proprio punto di vista all’interno del flusso audiovisivo predisposto dal videoartista autore dell’opera immersiva, che attraverso la propria selezione musicale e iconografica, suggerisce un punto di vista, senza imporlo.
A differenza del documentario, dove i realizzatori “impongono” una linea interpretativa delle opere d’arte, nelle art experiences l’autore suggerisce delle letture visive delle opere, attraverso scene, percorsi e accostamenti visivi.
Non essendoci testo descrittivo e nozionistico, sia esso in voce fuori campo o scritto in sovrimpressione, viene lasciata allo spettatore la piena libertà associativa e interpretativa dell’opera multimediale immersiva a cui stanno assistendo.
L’esperienza immersiva è di per se stessa un’opera d’arte, e quindi suscettibile i molteplici letture e interpretazioni.
Pur essendo spesso richiesto di parte degli spettatori, chiusi in antichi schemi cognitivi, di voler “essere guidati” nell’interpretazione dell’arte, è invece precisa volontà dei realizzatori delle esperienze immersive di lasciare aperti i punti di vista dello spettatore: siano essi fisici (la libertà di disporsi nello spazio scenico, scegliendo quindi il proprio punto di vista all’interno delle multiproiezioni) che cognitivi (non si cerca di spiegare le opere in modo didascalico o didattico).
Stefano Fake has always been an experimenter of art with his free-standing vision, the multi-disciplinarity, the meeting and integration between different arts. He navigates through various disciplines without any subscription to a particular category and without having to judge loyalty to itself. An artist who has always observed the world by his installations reproducing it by his meticulous orchestration of space, lights, images, music and sound layers weaved for creating a unique art experience.
“Experience”, “show”, “immersion”, “emotion” are the keywords used to define an immersive art experience.
The spectator of the third millennium is attracted by this new form of creative communication of art, through a real MULTISENSORY IMMERSION, which adds a series of sound and tactile stimuli to the sense of sight, in order to physically immerse the spectator inside the show.
The experience (understood as perception and direct knowledge of objects external to us, acquired through the senses) implies an active receptivity on the part of the viewer, who must find his/her own interpretative path and point of view within the audiovisual flow prepared by the video artist author of the immersive work, who through his own musical and iconographic selection, suggests a point of view, without imposing it.
Unlike documentaries, where the filmmakers “impose” a clear line of interpretation of the works of art, in art experiences the author suggests visual readings of the works, through chapters, paths and visual combinations. As there is no descriptive text, be it in voice over or written, the viewer is left with the full freedom of association and interpretation of the work they are witnessing.
The immersive experience is in itself a work of art, and therefore susceptible to multiple readings and interpretations. While it is often required by viewers, stuck in old cognitive patterns, to want to be “guided” in the interpretation of art, it is instead the precise desire of the creators of immersive experiences to leave the viewers’ points of view open: be they physical (the freedom to place oneself in the scenic space, thus choosing one’s own point of view within the multi-projections) or cognitive (they do not try to explain the works in an educational or didactic/informative way).
Si chiama ESPERIENZA D’ARTE IMMERSIVA e non mostra, perchè è molto differente dalla tradizionale visita nei musei.
E’ una innovativa forma d’arte che utilizza tecnologie digitali, videoproiezioni e una colonna sonora suggestiva per mettere in scena le grandi opere dei Maestri del passato, reinterpretate e messe in scena in modo da immergere letteralmente il pubblico dentro lo spazio espostivo.
La cosa straordinaria degli artisti digitali che creano queste esperienze immersive è la loro capacità di rileggere l’arte del passato per farla diventare totalmente contemporanea. Usano lo spazio, gli effetti di luce, le immagini, le musiche, la voce fuori campo e gli effetti sonori per trasportare il pubblico in un viaggio affascinante dentro la storia dell’arte.
Un modo nuovo per conoscere le opere d’arte che hanno cambiato il mondo, sentendo sul proprio corpo tutta l’energia creativa di chi le ha realizzate.
Non ci sono le opere originali su tela e nessuna spiegazione nozionistica, ma vi troverete a fare un incontro molto personale con l’arte, senza filtri, con tutta la libertà che merita questo momento che vi ritagliate durante la giornata.
Prendetevi un’ora alla settimana per incontrare l’arte in questo modo. Scoprirete e sentirete l’Arte come mai prima d’ora. Si chiamano Experience perchè devono essere vissute. Fino in fondo.